Il Calcio “storico” fiorentino, chiamato anche Calcio in livrea o Calcio in costume è una manifestazione sportiva fiorentina di origini molto antiche.
Consiste in un gioco a squadre composte ognuna da ventisette calcianti, il cui scopo è quello di depositare la palla nella rete avversaria segnando così la “caccia”(goal). Ad ogni caccia le squadre cambiano di campo. Se la palla, invece di entrare in rete, va sopra, viene assegnata “mezza caccia” alla squadra che ha effettuato il tiro. La partita viene vinta dalla squadra che dopo cinquanta minuti di gioco ha il punteggio più alto, ottenuto dalla somma delle caccie e delle mezze caccie.
I ventisette calcianti sono divisi in quattro ruoli: “Datori indietro”, i portieri, “Datori innanzi”, i terzini, “Sconciatori”, i mediani, “Corridori”, gli attaccanti. Insieme ai calcianti in campo ci sono anche il “Capitano”, l’”Alfiere”, il “Giudice arbitro”, sei “Segnalinee”; fuori dal campoc ’è il “Giudice Commissario” e il “Maestro di Campo” che ha il compito di sorvegliare la regolarità della partita. Il “Capitano” e l’”Alfiere” all’inizio del gioco si dispongono nella tenda che è collocata al centro della rispettiva rete; il loro compito è quello intervenire nelle eventuali risse che possono scoppiare tra i giocatori.
Il Calcio stroico trae le sue origini dai giochi con la palla dei greci e dei romani. A molti estimatori di questa tradizione sportiva gli piace pensare che il calcio in costume sia il padre dell’odierno calcio; in realtà il gioco assomiglia molto di più al Rugby. Se però consideriamo che il calcio moderno deriva dal Rugby è ipotizzabile una linea cronologica: calcio in costume, rugby, calcio moderno. Il calcio storico cominciò a diffondersi tra i fiorentini, sicuramente nella seconda metà del Quattrocento e la sua popolarità durò fino al Settecento; l’ultima partita ufficiale di cui si ha notizia venne giocata nel 1739. La partita più famosa è sicuramente quella del 1530, a cui si ispira la moderna rievocazione.
Tre anni prima i fiorentini cacciorono i Medici e ploclamarono la Repubblica. Le truppe di Carlo V, esortate dal Papa Clemente VII, assediarono la città nell’estate del 1529. In segno di sfida, nei confronti degli assedianti, i fiorentini non rinunciarono ai festeggiamenti del Carnevale e organizzarono una partita di calcio storico in PiazzaSanta Croce che per la sua posizione era ben visibile dalle truppe nemiche, accampate sulle colline circostanti. Nel 1930 il gerarca fascista Alessandro Pavolini, per la ricorrenza del quattrocentenario assedio di Firenze organizzò la prima partita dopo due secoli.
Dal 1930, ogni anno si disputa un torneo tra le quattro squadre che rappresentano i quattro quartieri storici di Firenze: gli “Azzurri” di Santa Croce, i “Bianchi” Santo Spirito, i “Rossi” di Santa Maria Novella e i “Verdi” di San Giovanni. Attualmente le tre partite (due eliminatorie e la finale) sono giocate in piazzza Santa Croce nel mese di Giugno; la finale si disputa il 24 Giugno, San Giovanni, santo patrono della città. La sera dopo la partita, la città si ritrova lungo l’Arno o sulle colline circostanti per assistere allo spettacolo dei fuochi d’artificio.
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